Felicità è andare oltre al pensiero

L’altro giorno mi sono svegliata in piena notte con l’orribile pensiero di essermi dimenticata una firma su un documento importante. Nel dormiveglia ho proprio visto il documento senza quella benedetta firma. Mi sono immaginata anche le conseguenze funeste. Tutte, e una più devastante dell’altra. Poi mi sono immaginata come avrei reagito, sperimentando ogni ipotesi, dalla fuga, alle lacrime, allo scaribarile (ammetto la vigliaccheria del momento), alla presa di responsabilità, che,guarda caso, alla fine è sempre la soluzione che rasserena di più, perchè riporta la mente alle sue capacità razionali di trovare soluzioni; nel caso specifico, banalmente, ammettere la mancanza, ritrovare il documento e firmarlo.  Solo a questo punto, dopo almeno un paio di ore di insonnia, ho potuto riprendere a dormire…

PECCATO (anzi, per fortuna) che quando al mattino ho controllato le carte.. , erano tutte a posto!!!

Insomma, mi sono rovinata il sonno solo per un pensiero….

Mi è venuta in mente una citazione di Aristotele:

Se c'è una soluzione, perché ti preoccupi?
Se non c'è una soluzione, perché ti preoccupi?                                                  Aristotele

La verità è che c’è sempre una soluzione per tutto; questo pensiero ha su di me un effetto incredibilmente rasserenante, a prescindere dal fatto che so benissimo che la soluzione potrebbe anche essere ben diversa da ciò che mi aspetto.

Fiducia.

Alla fin fine si tratta solo di questo: la fiducia consente di andare oltre ai limiti del proprio pensiero e ritrovare forza, con un pizzico di leggerezza.

La mia  “frase” per entrare in modalità “fiducia” è proprio “c’è sempre una soluzione per tutto”. Qual è la vostra? Se volete, condividetela nei commenti 🙂

feather-3010848_640Sogno scie
di aerei impazziti
nelle loro rotte ingarbugliate
di fili di fumo neri
attaccarsi con foga
a nuvole di  sogni infranti
ma non ancora abbandonati.

Vedo gabbiani
planare striduli in volo
e osservare stupiti.
                                  E perché non si curano 
                                  di poter cadere
                                  si trasformano in piume 
                                  per giocare con il vento

Come essere felici di fronte a un “muro” di problemi

Buon lunedì a tutti!

Oh, no. Quanto detesto questo augurio, specialmente quando suona la sveglia… e inevitabilmente la mente corre a tutte le cose che avrò da affrontare durante la giornata e durante la settimana @_@

E fosse solo il  lunedì Ci sono periodi in cui, a prescindere dal giorno della settimana in cui ci troviamo, ci sembra di essere immersi in una serie di situazioni, di cose da fare, di tempo che manca e di problemi che sembrano più grossi di noi. Sembra quasi che ci manchi il respiro (e in questi casi, concedersi alcuni respiri profondi è già un grande aiuto!)

A volte la vita  ci sembra davvero troppo complicata, una matassa di nodi impossibile da sbrogliare, non sappiamo da che parte girarci, da dove iniziare.  Il frastuono del mondo attorno a noi non ci aiuta: viviamo in una perenne cortina di fumo in cui consumismo, materialismo, ideologie sbagliate, falsi miti, insegnamenti e abitudini ormai consolidate in noi ci confondono. Noi stessi siamo abilissimi a complicarci la vita!  Come si fa ad essere felici in questo frangente e a venire a capo dei misteri della vita???

“Devo andare”. preferirei passare il resto della vita qui, nella cucina accogliente di Aibileen, con lei che mi spiega il mondo. Proprio per questo mi piace tanto: prende le cose più complicate della vita e le avvolge in pacchettini piccoli e semplici che ti stanno giusti giusti in tasca.

                                                       Kathryn Stockett (“The help”)

 

fullsizeoutput_e74Capita insomma di sentirci talvolta sopraffatti dai nostri problemi, come se di fronte alle difficoltà della vita ci trovassimo davanti a un muro insormontabile: ci  sbattiamo contro, ci giriamo intorno, proviamo a scavalcarlo, ma non ne veniamo  a capo : e allora ecco, rabbia, frustrazione, angoscia, scoraggiamento…

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Quando proviamo questo senso di impotenza, adottiamo il metodo di Aibileen: ovvero.. proviamo a “spacchettare”  il muro, scomponendolo  nei suoi piccoli, semplici, mattoni.

A un certo punto potremmo avere la sensazione di ritrovarci con.. un pugno di mattoni, senza sapere cosa farne…non facciamoci prendere dallo sconforto, la buona notizia è che non siamo più di fronte a un muro insormontabile!

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Vi faccio un esempio di “spacchettamento” : mettiamo di svegliarci sapendo di dover svolgere una mole immensa di lavoro, tutto con scadenze ravvicinate. E poi la figlia da accompagnare dal dentista, la spesa, la casa da sistemare, l’appuntamento con l’amica per l’aperitivo, per poi correre a casa, preparare la cena e per finire, una catasta di roba da stirare: insomma, la classica giornata tipo per molti di noi.  Come “spacchettarla”? Stabilendo ad esempio delle priorità: che cosa è davvero più urgente fare?  Sul lavoro, ad esempio, c’è qualcosa che possiamo rimandare o delegare ad altri? Altra soluzione potrebbe smettere i panni della superwoman (o di superman): dobbiamo davvero davvero fare tutto noi? e tutto-e-subito? E ancora diciamo qualche NO: non cediamo alla tentazione di essere perfetti o di avere tutto sempre sotto controllo: la figlia grandicella magari al controllo settimanale dal dentista per una volta può andare da sola e per cena ci può stare di ordinare la pizza o cavarsela con prosciutto e insalata, senza troppi sensi di colpa… ogni problema ha la sua soluzione!

Ciò che trovo importante è, una volta stabilite le priorità concentrarsi su quello che si sta facendo in quel momento, senza più pensare a ciò che occorre fare dopo.

E’ sicuramente più semplice affrontare mattone per mattone, spolverarlo, levigarlo, ridipingerlo, risistemarlo…affrontiamo UN problema per volta, mettiamo in atto piccoli passi per raggiungere la soluzione, per stare meglio.  tante piccole gocce fanno il mare! Concentriamoci su una cosa alla volta e, soprattutto, se abbiamo un problema in un  ambito della nostra vita (lavoro, relazioni, salute) non generalizziamo cadendo nella trappola del “mi va tutto male”: sistemiamo un mattone, un tassello per volta.

e se è vero non esistono bacchette magiche, ci vuole lavoro, tempo, pazienza, ma alla fine i risultati arrivano!

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(anche se per cena si mangia tutti pane e prosciutto)

Vi siete mai trovati in una situazione simile? quali sono state le vostre soluzioni? Scrivetelo nei commenti, mi farà piacere e ci darà altri spunti nel (quotidiano) viaggio per la felicità!