Cercare o smettere di cercare?

Mi scrive una lettrice (che ringrazio per avermi contattato: e sì, è un invito a scrivermi i vostri pareri e le vostre impressioni!) contestandomi l’idea che la felicità vada cercata: per lei la felicità è qualcosa che arriva, specialmente quando non la si aspetta.  Non dipende da noi. Quindi, paradossalmente, meno la cerchiamo e più felicità arriva.

Vero. E falso allo stesso tempo.

E’ vero che accanirsi non porta la felicità, anzi, se diventa un’ossessione l’idea di essere felici porta all’esatto opposto, come tutte le volte che ci attacchiamo troppo a un’idea rischiamo di perderne di vista la sua stessa essenza. Del resto persino Buddha ci ricorda che non esiste una vita priva di sofferenze…e se lo dice lui…

Però possiamo scegliere, almeno nella maggior parte dei casi, sicuramente quando dipende da noi, quanto meno di non essere infelici: e non è poco.

Per tornare al viaggio: diciamo che  il viaggio alla ricerca della felicità non può essere…  una crociera, che per quanto bellissima, se vista come ricerca continua e ossessiva del divertimento, alla lunga stancherebbe e forse annoierebbe persino.

Piuttosto,  la ricerca della felicità è come una passeggiata in montagna: sentieri nel bosco che rasserenano, radure in cui correre a perdifiato, erba da annusare, fiumi da attraversare, sassi e fiori… Discese, ma anche salite, scivolate, ostacoli. Si cade e ci si rialza. Ci si stanca e a volte si riposa (e si mangia cioccolato per ritemprarsi!) … per arrivare alla fine e sentirsi in cima al mondo, circondati dal cielo!

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Eh, sì.

La felicità è quel senso (intimo e infinito) di far parte del tutto.

Parentesi (sono stata assente per un po’…)

Sì, sono stata assente per qualche mese, ed è stato un periodo importante.

Ho iniziato (ed ora concluso) un lungo tirocinio che mi ha portato, finalmente, a conquistare il diploma di counselor.

E’ stato un percorso che mi ha confermato che ciò che conta al mondo siamo noi, ognuno di noi! Tutti portiamo dentro un universo sconfinato e meraviglioso di emozioni, di turbamenti, di energia; tutti possediamo  un carico prezioso di risorse e di potenzialità che ci permetterebbero davvero di vivere una vita … felice, qualsiasi significato ognuno di noi dia a questa parola. Non sprechiamo tutto ciò, spolveriamo  ogni tanto la nostra vera identità, prendendocene cura, scoprendola, portandola alla luce, senza più tradirla.

Sono grata a ciascuna delle persone che ho incontrato, Ed ora sono pronta a riprendere con voi questo (in definitiva mai interrotto) viaggio alla ricerca della felicità.

Ma …vi siete mai chiesti che cosa sia, per voi, la felicità?

Non smettiamo mai di cercare la felicità

 

Un bellissimo filmato di Benigni sulla felicità (tratto dai suoi “dieci comandamenti”)

Non dobbiamo mai smettere di cercare la felicità, anche quando sembra impossibile. Mai. La vita va avanti e non si capisce come faccia: è un mistero, è molto di più di quello che possiamo capire noi, per questo resiste, altrimenti sarebbe finita da tempo. E noi lo sentiamo, lo capiamo, che da un momento all’altro potrebbe accaderci qualcosa di…

………..infinito………..

Inchiniamoci, dunque, a questo mistero, inchiniamoci alla vita.

Guardate questo video, vi prenderà solo pochi minuti: è emozione allo stato puro. Grazie, Roberto, irruento e vitale, come sempre, poeta contemporaneo e filosofo di vita.

Benigni conclude con una bellissima poesia di W. Whitman:

“Respirare l’aria, che delizia!
Parlare, passeggiare, afferrare qualcosa con la mano!
Essere questo incredibile Dio che io sono!
O meraviglia delle cose, anche delle più piccole particelle!
O spiritualità delle cose!
Io canto il sole all’alba e nel meriggio, o come ora nel tramonto:
tremo commosso della saggezza e della bellezza della terra
e di tutte le cose che crescono sulla terra.
E credo che una foglia d’erba non sia meno di un giorno di lavoro delle stelle.
E dico che la Natura è eterna, la gloria è eterna.
Lodo con voce inebriata
perché non vedo un’imperfezione nell’universo,
non vedo una causa o un risultato che, alla fine, sia male.”

 

Benvenuti!

Benvenuti in questo nuovo (e mio primo) blog, dedicato alla felicità.

Lo so: felicità è un termine scomodo. E’ sconveniente essere felici e, a volte, francamente impossibile, forse persino ingiusto. Sì, a volte, se si è felici,  ci si sente persino un po’ in colpa, di fronte a tutte le catastrofi del mondo… (ma, vedremo, c’è felicità e felicità).

Eppure sono sempre stata attirata da questo tema.

Quando ero una bambina, le suore dell’asilo mi insegnavano che la felicità non esiste: al massimo, dicevano, si può aspirare a una quieta, triste, serenità. Bene, sono stata sgridata: perché io proprio non ci volevo, non ci potevo, credere. E da quel momento,  mi sono sempre chiesta che cosa sia la felicità e, soprattutto, se sia veramente possibile essere felici.

In fondo, è un obiettivo che ho sempre avuto, e che credo appartenga un po’ a tutti.

Eppure crescendo, da adolescente,  ritenevo che essere  (teatralmente) infelice fosse drammaticamente molto più interessante che essere (banalmente) felice: la felicità raramente fa notizia. insomma, per natura e per educazione ho -o dovrei avere- un’anima tristarella.

E da grande, le preoccupazioni, le grane, le bollette, un lavoro grigio… c’è poco da essere felici!

Ma proprio per questo, proprio in questi momenti di crisi, proprio perché  la felicità non è per niente scontata, proprio per questo, la felicità è una sfida! E come tale la lancio; a me stessa prima di tutto, e anche a voi che siete capitati su questa pagina.

Per questo intraprendo questo viaggio, curiosando dentro me stessa, ma anche tra libri, film, siti, viaggiando nel tempo, ascoltando le conversazioni in metropolitana, le chiacchiere degli amici, le esperienze e tutto quanto è, o non è, felicità.

Senza cadere in trappole new age, ma con onestà, curiosità, attenzione, e rispetto.

E spero con anche il vostro apporto: raccontatemi la vostra esperienza, ne parleremo insieme!

Lancio la mia sfida, dunque,e parto alla ricerca del senso della felicità.