Basta poco….

In fondo, non è successo niente.

E’ solo capitato, come talvolta accade a chiunque, di essermi alzata “con il piede sbagliato”: troppi pensieri per la testa, un po’ di preoccupazione, qualche problema da risolvere,  la lista delle cose da fare che incombeva come un macigno… e, per questo, un peso sullo stomaco e la mente chiusa a riccio sui miei guai.

Poi ho guardafullsizeoutput_df0to fuori dalla finestra, e ho visto una calda luce autunnale illuminare l’ultima fioritura dell’anno, accendendola di un rosso tenue. E ciò che ho visto mi è sembrata così invitante, così dolce, così bello che mi sono resa conto che con il mio stato d’animo negativo, semplicemente, rischiavo di perdere questa piacevolezza inaspettata.

Allora ho fatto pochi, piccoli esercizi per aprire il respiro, e ho respirato a fondo: tre, cinque respiri profondi e pieni e la prospettiva è cambiata.

Intendiamoci: i pensieri, i problemi, la lista delle cose da fare sono ancora lì che mi aspettano.
Ma hanno perso gran parte del loro potere.

Perché mi sono accorta di un piccolo raggio d luce e, accogliendolo, ho lasciato il sole entrare nella mia mattina.

 

 

 

 

 

p.s. e la giornata mi ha regalato poi momenti bellissimi… e pochi problemi 🙂

Felicità è…. una piccola tazzina di caffè caldo

A volte ci sembra che la felicità debba essere per forza qualcosa di grandioso, al di fuori della nostra portata, qualcosa di esaltante, eclatante, enorme. Qualcosa, insomma, che ci lasci senza fiato.

Rischiamo così di dimenticarci di assaporare la vita, restando indifferenti a quelle piccole scintille di felicità che ogni giorno ci offre.

Anche nei piccoli gesti quotidiani.

Per esempio: il caffè al bar.
Come lo bevete?
Magari “alla milanese”: in piedi, in fretta, schiacciati dagli altri avventori, con la testa già fuori dal locale, già presi dal prossimo impegno, ustionando  lingua ed esofago in un sol colpo…
Oppure sorseggiandolo di straforo, leggendo il giornale.
O ancora si perde nei pettegolezzi con gli amici, con gli altri avventori, o anneghiamo nel caffè, distratti, i nostri pensieri…

Oppure…

Oppure, iniziamo a pregustare la nostra tazzina già durante l’attesa, osservando i gesti esperti del barista.
Ammiriamo il cuoricino che ha disegnato sulla schiuma.
Con le mani circondiamo la tazzina per raccoglierne il calore.
Respiriamo l’aroma intenso e pungente.
Assaggiamo per prima cosa la schiuma candida, rassicurante, magari arricchita di una spruzzatina di cacao o di cannella che rallegra i nostri sensi. Ne assaporiamo piano la sua infinita morbidezza.
Con cura versiamo lo zucchero, mescolando bene e il rumore del cucchiaino contro la tazza si trasforma in musica.
E finalmente beviamo il nostro caffè, pronti a godere del suo calore e del suo sapore.

Anche questa è  felicità!

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P.s. tutto ciò si può chiamare anche “mindfulness”, e ne riparleremo.