7 domande 7 sulla felicità

Domanda da un milione di dollari: che cosa ci rende felici?

Nella mia ricerca sul senso della felicità, mi sono imbattuta in un piccolo libro dove ho trovato qualche spunto interessante, anche se non esaustivo (del resto ciò è impossibile!).

Il libro si intitola “Quaderno di esercizi di allenamento alla felicità” di Yves-Alexandre Thalmann ed. Vallardi. Non credo che svolgere gli esercizi proposti dal libro renda automaticamente  felici, di sicuro conduce a riflettere sul concetto di felicità, diverso da ciò che a volte pensiamo. E soprattutto, ciò che mi piace è che spinge all’azione.

Possiamo  avere, infatti,  le idee perfettamente chiare su ciò che ci può rendere felici, migliorare il nostro benessere, farci stare bene… ma se al pensiero non corrisponde anche l’azione è del tutto inutile. Ben venga dunque l’approccio molto pratico di questo libro.

Mi ha incuriosito un test proposto dall’autore. Mi sembra un buon inizio anche per questo blog, visto che serve a testare le conoscenze che si hanno in generale sulla felicità. Con risultati a
volte sorprendenti.

Vi propongo quindi le domaquestion-mark-358177__340nde, sono più che altro affermazioni, a cui rispondere “vero” o “falso”. Leggete, rispondete e tenete nota, se volete scrivete le vostre risposte nei commenti. Nei prossimi giorni analizzeremo insieme le risposte …. e riporterò non solo lerisposte dell’autore, ma anche le mie personali considerazioni.

 

Ecco le domande/affermazioni:. E dunque: vero o falso?
1) Chi vince alla lotteria grandi cifre (diciamo oltre al milione di euro, tanto per dare un’idea di grandezza) diventa stabilmente felice.
2)  La felicità è più una questione di serenità d’animo che di momenti di gioia.
3)  Le persone religiose sono tendenzialmente più felici rispetto a persone non credenti.
4)  Il livello di felicità che possiamo raggiungere è geneticamente determinato (quindi, si nasce più o meno felici)
5) La bellezza rende felici.
6) Le persone sposate sono più felici dei single.
7) Si può decidere di diventare più felici.

Le risposte nei prossimi giorni!

Per Aleppo

La felicità è prima di tutto agire.

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Afelicità.
Di fronte alle immagini che arrivano oggi da Aleppo è veramente difficile parlare di felicità.
Impossibile.
Mi viene in mente, oggi, il simbolo del Tao: ombra e luce che si abbracciano, e nel bianco c’è il seme del nero e nel nero il seme del bianco. Questo per dire che è comunque importante la ricerca della felicità, anche nei momenti più neri.

Non esisterebbe la felicità se non ci fosse anche il suo opposto: ma quanto è difficile.

E felicità è anche pace.
Cercare la propria pace (profonda, vera, autentica) non è più un optional: è un dovere.
Perché la pace è contagiosa tanto quanto la guerra e molto, molto, molto più auspicabile.

Perché anche i bambini di Aleppo hanno diritto alla propria felicità, e quello che possiamo fare, ognuno di noi, è, per quanto possiamo, cercare di costruirla, passo dopo passo, giorno dopo giorno.

Sento il peso, oggi, dell’impotenza.
Possibile che non possiamo fare niente? Che dobbiamo restare ancora una volta fermi ad aspettare che i potenti del mondo smettano di giocare a Risiko con le vite di anziani, uomini, donne e bambini?

Quando smetteremo di pensare che possiamo vincere solo se gli altri perdono e vengono sconfitti, sterminati, distrutti?