Felice di … essere felice

Non avrei voluto scrivere niente per la giornata mondiale mondiale della felicità: parlandone sempre, un giorno di sciopero ci stava anche bene…

Ma poi mi sono ricordata di questa poesia di Neruda, che già il titolo è tutto un programma 🙂

E quindi voglio celebrare questa giornata ricordando(mi) che ogni tanto felicità è semplicemente… lasciarsi vivere, nelle piccole cose di tutti i giorni. Senza motivo, senza perché, saper assaporare la vita:  “il mondo oggi è la mia anima” . Che sia oggi, che sia domani, che sia un giorno qualunque.

                     Ode al giorno felice

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.
Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

                                                                  P. Neruda

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“ « L’Assemblea generale – (dell’ONU) (…) consapevole che la ricerca della felicità è un scopo fondamentale dell’umanità, […] riconoscendo inoltre di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, decide di proclamare il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità, invita tutti gli stati membri, le organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, e altri organismi internazionali e regionali, così come la società civile, incluse le organizzazioni non governative e i singoli individui, a celebrare la ricorrenza della Giornata Internazionale della Felicità in maniera appropriata, anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica […] »

Donne, perché

Sarà perché sono donna 365 giorni all’anno e per questo festeggio ogni giorno.

Sarà perché sono nata e cresciuta in una famiglia di donne incredibili, per cui mi è sempre sembrato naturale pensare che tutte le donne lo siano (e mi sono sempre stupita che qualcuno potesse pensarla diversamente).

Sarà per le stagioni che ho vissuto, bambina, ragazza, donna:  ognuna con le sue battaglie, le sue vittorie e le sue sconfitte, le paure e le certezze, i sogni, le  lacrime, le  risate.

Sarà perché è una festa che nasce da un episodio drammatico e non da una scatola di cioccolatini.

Sarà perché io fermamente credo che in ogni donna ci sia un mondo di forze e di risorse che a volte chiedono solo di uscire allo scoperto e vorrei che tutte al mondo potessero farlo, senza più violenze, senza oppressioni, con l’incoscienza, la leggerezza dei colori che portiamo dentro di noi e con una risata per tirare i sogni fuori dal cassetto.

Sarà per tutto questo che non sento molto ll’8 marzo; ma è anche per questo  che dedico questa pagina a tutte le donne.

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E, per farlo, ricorro a una poesia.

E poi ci sono le Donne Donne…
E quelle non devi provare a capirle,
perchè sarebbe una battaglia persa in partenza.
Le devi prendere e basta.
Devi prenderle e baciarle, e non devi dare loro il tempo il tempo di pensare.
Devi spazzare via con un abbraccio
che toglie il fiato, quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola, una soltanto.
a bassa, bassissima voce. Perchè si vergognano delle proprie debolezze e, dopo
averle raccontate si tormentano – in una agonia
lenta e silenziosa – al pensiero che, scoprendo il fianco, e mostrandosi umane e fragili e
bisognose per un piccolo fottutissimo attimo,
vedranno le tue spalle voltarsi ed i tuoi passi
allontanarsi.
Perciò prendile e amale. Amale vestite, che a
spogliarsi son brave tutte.
Amale indifese e senza trucco, perchè non sai
quanto gli occhi di una donna possono trovare
scudo dietro un velo di mascara.
Amale addormentate, un po’ ammaccate quando il sonno le stropiccia.
Amale sapendo che non ne hanno bisogno: sanno bastare a se stesse.
Ma appunto per questo, sapranno amare te come nessuna prima di loro.
Alda Merini