La leggerezza del calabrone

Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica il calabrone non può volare a causa della forma e del peso del proprio corpo, in rapporto alla superficie alare.

Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare.
(Igor’ Ivanovič Sikorskij)

Spiace dirlo, ma sembra sia una bufala, quella che i calabroni non possano volare. Sono in molti ad aver confutato questa tesi, in vari modi, logici e sensati. Qualcuno si è addirittura indignato perché –ma insomma!– non si tratta del calabrone, bensì del bombo!

Ciò che più infastidisce in questa frase, è la cosa più interessante: non tutto è spiegabile razionalmente. A volte credere, andare oltre le teorie codificate, fidarsi del proprio istinto, permette di superare i propri limiti, i propri confini.

Quante volte è capitato di incontrare qualcuno che ci ha detto, o ci siamo autoconvinti, che una certa cosa è impossibile o che non abbiamo abbastanza talento o abilità per potercela fare. Eppure, le più grandi scoperte, le più grandi invenzioni, i record sportivi sono stati realizzati grazie a persone che sono andate oltre al possibile.

Parliamo anche di felicità: quante volte ci è stato insegnato viviamo in un mondo fatto di sofferenza, sacrificio, dolore? Vero, innegabilmente. Ma non può essere solo questo, anche se a volte la vita ci propone lezioni ed esperienze davvero difficili, totalizzanti, in cui guardare oltre sembra impossibile.

Dobbiamo imparare la leggerezza dei calabroni (pardon, dei bombi), dimenticare chi ci vuole ancorare a terra, e imparare a volare.

(Ri)trovare le proprie “ali” si può, magari con un po’ di allenamento (e in questo il counseling può essere di grande aiuto).

I bombi volano, nonostante gli autorevoli testi di tecnica aeronautica. E, volando,  possono anche risultare un po’ fastidiosi per gli esseri umani, per il loro ronzio incassante; a volte magari pungono pure, ma non importa. Per fortuna se ne infischiano delle teorie: sono tra gli insetti impollinatori più importanti.

Sono, in altre parole, portatori di vita, come dovrebbe esserbee-705412_640e ognuno di noi.

Sì, sto proprio augurando a tutti di essere un po’ più… bombi!

Le persone che cambiano il mondo

Oggi vi voglio proporre una poesia che non parla direttamente di felicità… ma quasi. Spesso infatti sono le piccole cose di tutti i giorni, se fatte  con piacere, con intenzione, con cura, con passione, ad avvicinarci alla felicità.

I giusti

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del sud silenziosamente giocano a scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

Jorge Luis Borges

Mi piace il senso di quieta felicità che traspare da questi versi.

Forse pensiamo che siano gli eroi, quelli che cambiano il mondo, e sicuramente è così. Ma  tutti,  nella nostra quotidianità, possiamo essere un po’ eroi. C’è sempre qualcosa che possiamo fare per migliorare la nostra vita, e quella di tutti. Non è retorica, è un concetto reale e concreto, anche se non sempre semplice: eppure la poesia di Borges ci offre uno spunto importante, una traccia da seguire.

Sono i momenti vissuti in modo pieno, attento, quieto e sereno (…felice?) quelli che fanno la differenza, che danno un senso alle nostre giornate.

borgessorridenteaccademiam